Cadaver-Lab

L’attuale formazione dei medici può contare su metodi e strumenti innovativi, resi possibili dalla notevole e costante evoluzione della medicina, specie negli ultimi decenni. Grazie allo sviluppo bioingegneristico dei sistemi di simulazione, infatti, è possibile condurre esercitazioni con video-trainer o con simulatori avanzati in grado di riprodurre le diverse fasi della gestione di un caso clinico, di una procedura invasiva, di un esame diagnostico o anche di interventi chirurgici. Nonostante queste nuove tecniche, che comunque non possono essere applicate alla totalità dei casi, la letteratura scientifica internazionale è concorde nel ritenere che l’esperienza diretta sul cadavere sia insostituibile e che la dissezione anatomica e l’esecuzione di procedure chirurgiche, invasive e miniinvasive su cadavere rivesta un’importanza fondamentale nella formazione degli studenti e degli specializzandi e nell’aggiornamento continuo degli specialisti (1,2,3). La dissezione anatomica su cadavere non è quindi solo lo strumento principale per conoscere direttamente il corpo umano ma dà modo di apprendere le pratiche invasive di base ed avanzate, di sperimentare tecniche nuove e di perfezionarne altre sempre più complesse. Non è un caso che nei curricula formativi medici dei paesi più avanzati sul piano della ricerca scientifica e dell’organizzazione didattica, la dissezione anatomica e la frequentazione del ‘cadaver-lab’ sia prevista come insegnamento fondamentale e qualificante. Ciò vale anche per l’Italia, dove però si riscontra nei fatti una notevole difficoltà a poter compiere esercitazioni di questo genere (4).
Guardando alla storia è una situazione paradossale che proprio in Italia, sia di fatto molto difficile partecipare a esercitazioni per la formazione medico-chirurgica su cadaveri e preparati anatomici. Già nel corso del cinquecento infatti, laureandi e neolaureati in medicina di diversi paesi europei accorrevano in Italia per perfezionarsi in anatomia e nella pratica delle dissezioni, specialmente presso le Università di Padova, Bologna e Ferrara (5). Anche illustri scienziati, uno su tutti il fiammingo Andrea Vesalio (medico personale dell’imperatore Carlo V), dopo aver studiato nelle capitali europee si traferivano in Italia per aggiornarsi ed insegnare chirurgia attraverso le esercitazioni di anatomia e di dissezione del corpo. Le dissezioni inizialmente potevano svolgersi nelle abitazioni stesse dei docenti o in locali pubblici, sia religiosi che laici, nei collegi degli studenti, nelle spezierie. L’importanza assunta dalla pratica settoria nella formazione e nel perfezionamento dei medici indusse poi a costruire dei centri didattici dedicati, i così detti ‘teatri anatomici’ e nel 1594 venne ultimata a Padova la costruzione del primo teatro anatomico stabile (6).
Dal cinquecento in poi si affermò quindi la consapevolezza dell’imprescindibilità delle esercitazioni di dissezione anatomica per l’avanzamento della ricerca e la formazione dei futuri medici. Nel corso dei secoli poi la nostra scuola di medicina si è progressivamente spogliata di questa funzione guida e le dissezioni anatomiche ed il ‘cadaver-lab’, pertanto, benché siano contemplate dal curriculum formativo italiano, sono di fatto diventate estremamente rare in gran parte delle università italiane (4).
Il progetto ‘cadaver-lab’ lanciato dalla Azienda USL Toscana centro, voluto dal Direttore Generale Paolo Morello Marchese, condotto e realizzato dal Dott Simone Vanni, Direttore del centro aziendale per la simulazione insieme al Dott Gianfranco Giannasi, Direttore dell’area della medicina d’urgenza ed al Dott Vincenzo Mazza, Direttore uscente del Centro di Formazione dell’AUTC (Sovigliana, Empoli), ha come scopo proprio quello di poter permettere al personale sanitario dell’AUTC, in primis del Dipartimento Emergenza e Area Critica della AUTC ma non solo, di potersi addestrare su procedure chirurgiche invasive di base e avanzate sfruttando la fedeltà anatomica del corpo umano. Poter sviluppare e accrescere le proprie abilità procedurali in un ambiente controllato, fuori dal contesto spesso concitato dell’emergenza urgenza, con il tutoraggio di docenti qualificati con comprovata esperienza sul campo e sul terreno della simulazione, è di valore indiscusso e permette di apprendere e/o mantenere l’adeguata manualità anche per manovre di non frequente utilizzo nella pratica clinica, ma che possono fare la differenza in condizioni estreme. Il progetto, unico a livello nazionale in una azienda sanitaria pubblica, ha preso avvio il 23 settembre ultimo scorso presso la sala settoria dell’ospedale di San Giovanni di Dio, Torregalli, coinvolgendo 6 docenti e 12 discenti, attraverso lezioni frontali interattive con video tutorial per le singole procedure (gestione avanzata delle vie aeree, cricotirodotomia d’urgenza, drenaggio toracico invasivo e mini-invasivo, incannulamento percutanea e chirurgico di vasi centrali e vie intraossee, toracotomia d’urgenza, posizionamento di presidi di risuscitazione invasivi) e esercitazione pratica sia su modelli anatomici che su cadavere (foto). Già altre 4 date sono state programmate e già sono al completo le liste dei partecipanti. Il progetto prevede oltre che la progressiva inclusione di “scenari” di interesse di altre specialità (ortopedia, chirurgia generale, ginecologia, neurochirurgia…), anche la realizzazione di un centro di simulazione avanzato dotato di un’area dedicata a questa tipologia di formazione che potrebbe sembrare solo storica, ma che nell’era moderna mantiene un intenso interesse e una indiscussa utilità, grazie alla sua “alta fedeltà”.

 

Bibliografia:
1) Memon I: Cadaver Dissection Is Obsolete in Medical Training! A Misinterpreted Notion. Med Princ Pract 2018;:201-210. doi: 10.1159/000488320;
2) James HK, Chapman AW, Pattison GTR, Griffin DR, Fisher JD. Systematic review of the current status of cadaveric simulation for surgical training. Br J Surg. 2019 Dec;106(13):1726-1734. doi: 10.1002/bjs.11325. Epub 2019 Oct 1. PMID: 31573088; PMCID: PMC6900127.
3) Duhem H, Viglino D, Bellier A, Tanguy S, Descombe V, Boucher F, Chaffanjon P, Debaty G. Cadaver models for cardiac arrest: A systematic review and perspectives. Resuscitation. 2019 Oct;143:68-76. doi: 10.1016/j.resuscitation.2019.08.009. Epub 2019 Aug 11. PMID: 31412293.
4) Presidenza del Consiglio dei Ministri - Comitato Nazionale per ...https://bioetica.governo.it › media › p109_2013_...Presidenza del Consiglio dei Ministri. DONAZIONE DEL CORPO POST MORTEM A FINI DI. STUDIO E DI RICERCA. 19 aprile 2013.
5) G. Cosmacini, Storia della medicina e della sanità in Italia, Laterza, Roma-Bari 2010, pp. 82 ss
6) Il Teatro Anatomico. Storia e restauri, a cura di C. Semenzato, con la collaborazione di V. Dal Piaz e M. Rippa Bonati, Università degli Studi di Padova, Limena - Padova 1994

Autori:
Dott. Simone Vanni
Direttore Area della Formazione Dipartimento Emergenza Area Critica Ausl Toscana Centro
Direttore SOC Medicina d'Urgenza Empoli
Direttore a.i. SOC Centro Aziendale per la Simulazione

Dott. Simone Magazzini
Direttore Dipartimento Emergenza Area Critica Ausl Toscana Centro

Dott. Gianfranco Giannasi
Direttore Area Medicina d’Urgenza Ausl Toscana Centro
Direttore SOC Medicina d’Urgenza S. Giovanni di Dio Ausl Toscana Centro

Dott. Mario Rugna
Direttore SOS Percorsi formativi Emergenza Territoriale 118 Ausl Toscana Centro

Dott.ssa Ersilia De Curtis
Direttore SOS Percorsi formativi Medicina d’Urgenza Ausl Toscana Centro

Dott.Simone Bianchi
Medico Medicina d’Urgenza Ausl Toscana Centro

Dott.ssa Teresa Campolmi
Infermiere SOC Formazione Ausl Toscana Centro

Dott. Alessandro Coppa
Medico Medicina d’Urgenza Empoli Ausl Toscana Centro

Dott.Fabrizio Tarchi
Infermiere CO 118 Emergenza Territoriale Firenze Ausl Toscana centro

Dott.Guido Tota
Medico Medicina d’Urgenza Ausl Toscana Centro

Dott.ssa Germana Ruggiano
Direttore SOC Medicina d’Urgenza S. Maria Annunziata Ausl Toscana Cento