Ecologia della comunicazione pubblica.

Nell'anno 2021 ARPAT, tramite il corso richiesto dal Comitato Unico di garanzia e anche per rispondere ad uno degli obiettivi del Piano delle Azioni Positive 2020-2022, ha inteso promuovere in Agenzia un percorso finalizzato all’adozione di ‘linee guida’ e alla creazione di una sensibilità comune sulla forma e sull’uso della lingua italiana anche con riferimento al genere, che costituisce uno dei pilastri fondamentali per una Pubblica Amministrazione aperta, moderna e in ascolto delle nuove istanze della comunità, adeguando, in primis, il linguaggio della comunicazione interna. Il corso è nato pertanto con la finalità di avviare una base di riflessione condivisa, che tenga conto dei generi nelle relazioni con gli/le stakeholders e nella redazione di documenti, atti amministrativi e procedure interne.

Per perseguire tale obiettivo l'Ufficio Formazione ha predisposto un corso in modalità di Formazione a distanza, dal titolo “Per un’ecologia della comunicazione pubblica: genere e linguaggio negli atti amministrativi dell’Agenzia”, che ha coinvolto come docenti le Responsabili dei CUG di altre Agenzie per l'ambiente - in particolare Arpa Sardegna e Arpa Sicilia - e con la collaborazione di altre figure esterne alla Pubblica Amministrazione e competenti in materia: una sociologa e saggista e una sociolinguista, scrittrice e traduttrice.

Il corso è stato strutturato in quattro differenti moduli, i primi due dedicati alla narrazione delle esperienze e alle linee guida applicate alle due realtà delle Agenzie ambientali alle quali appartenevano le docenti, gli altri incentrati su temi quali il rispetto dei generi nella comunicazione istituzionale e il progetto di una società inclusiva e la sua realizzazione linguistica.

Il corso ha visto coinvolte/i oltre 30 partecipanti, tra cui dipendenti di altre Amministrazioni.

Nel rispetto delle finalità del corso, è stato ribadito il concetto secondo cui le parole costituiscono lo strumento attraverso cui avvengono le relazioni e quindi la comunicazione e l’espressione dei concetti e delle intenzioni; la lingua è una cosa viva, che si modifica con il tempo e con le influenze che derivano dalla società, essendone lo specchio.

Dopo i cenni storici sull'uguaglianza tra i sessi nella Costituzione italiana e nelle Carte sovranazionali dei diritti, sulla rappresentanza dei generi nelle Istituzioni italiane e sul sessismo nella lingua italiana dal 1987 ad oggi, il corso ha affrontato gli argomenti inerenti le possibili le linee guida da adottare al fine di ricomprendere un linguaggio adeguato per definire le persone con disabilità o con altre situazioni meritevoli di tutela e per l’uso di un linguaggio visivo comprensivo della diversa composizione della società; altri aspetti hanno riguardato la rappresentazione sociale del linguaggio, le regole essenziali per un uso rispettoso delle lingua, le strategie per riconoscere ed evitare gli stereotipi di genere e le discriminazioni, le modalità per una revisione dell'organizzazione per una piena inclusione dei lavoratori e delle lavoratrici, il riconoscere le resistenze culturali e gli stereotipi di genere nonché il fatto che la discriminazione nei confronti del sesso meno rappresentato può concretizzarsi, oltre che nell'uso del c.d. “neutro maschile”, in altri atteggiamenti, a volte occultando l'apporto fornito dalle lavoratrici nella realtà produttiva.

I/Le partecipanti sono stati/e sollecitati/e a riflettere sulle buone norme per la redazione dei documenti amministrativi, sull'uguaglianza di genere riconoscibile nella lingua, sull'identificazione di eventuali residui sessisti nella produzione di documenti dell'ente e delle modifiche da apportare, sul significato di inclusività linguistica e sulla realizzazione di una società inclusiva, sul saper riconoscere i comportamenti linguistici non inclusivi e cercare di evitarli, sull'uso di un linguaggio non discriminatorio e attento alle differenze di genere nella comunicazione istituzionale, nei documenti e negli atti amministrativi, nella comunicazione interna e verso l'esterno: un linguaggio cioè che veicoli i valori di equità, apertura e rispetto delle differenze.

A completamento del corso e per promuovere l’uso di un linguaggio non discriminatorio e attento alle differenze di genere, è stata avviata una rivisitazione dei documenti interni dell'Agenzia (decreti, moduli di richiesta, brochures, ecc.) nella convinzione che la riflessione sul linguaggio utilizzato nella stesura degli atti sia fondamentale per rendere consapevoli delle disuguaglianze di genere presenti nella società e contribuire al loro superamento.

Vista la riuscita del corso, nel 2022 al restante personale di ARPAT potrà essere somministrato in modalità FAD asincrona.

 

Alessandra Bini Carrara
Direttore UO Gestione organizzativo-funzionale ARPAT